Due studenti di medicina dell’università di Alberta, in Canada, dopo essersi laureati, decidono di fondare una gaming house, Bioware. Avevano imparato della programmazione di base, niente di avanzato, ma scelsero di investire in quella passione finanziandosi con i soldi che guadagnavano come dottori.

Il primo titolo venne pubblicato già nel 1996 con Match Warrior, un gioco che sorprese non tanto per il gameplay, quanto per il motore fisico innovativo. Lo step successivo fu la creazione dell’Infinity Engine, la tecnologia grafica su cui avrebbe dovuto fondarsi un gioco con le meccaniche simili a Dungeons&Dragons: uscirà così Baldur’s Gate tre anni dopo, tra lo scetticismo generale per la presenza sul mercato di prodotti molto simili come Diablo e Fallout.

E invece… il nuovo titolo vendette due milioni di copie con i complimenti della critica, promuovendo la Bioware come una delle migliori compagnie emergenti. Nel 2000 Baldur’s Gate II replicò il successo, continuando a tenere botta al rivale Diablo II. Da qui  in poi la gaming house incominciò ad allargarsi ad altri generi con cui ebbe comunque ottimi esiti: due anni dopo uscirà il primo MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game), Neverwinter Nights i cui ottimi ritorni economici porteranno anche al sequel Neverwinter II nel 2006.

Tuttavia, non si può dimenticare che proprio in quegli anni l’esplosione delle console costringeva gran parte degli sviluppatori a virare proprio sui videogiochi per queste piattaforme. Star Wars: Knights of the Old Republic ,rilasciato nel 2003, prima per  Microsoft Xbox e poi su PC si rivelò un grandissimo successo con 250.000 copie piazzate già nei primi quattro giorni di vendita. Per questo, la stessa Microsoft decise di non lasciare più andare la Bioware, tanto che giravano delle voci su una sua eventuale acquisizione.

Jade empire, in esclusiva per Xbox, uscito nel 2005 riusci a vendere 700 000 copie.  Lo stesso anno una fusione con Pandemic Studios e l’acquisizione da parte di Electronics Arts portò la nascita di una grandissima software House con la pretesa di diventare una dei leader mondiali. Neanche a dirlo, due anni dopo Mass Effect conferma la Bioware come la nuova stella emergente del panorama videoludico.

Nel 2009 spunta fuori l’ennesimo titolo dalla trama così studiata da far nascere una grandissima fan base, Dragon Age: Origins. Con le oltre 3 milioni di copie vendute si aprirà uno dei cicli più proficui della storia della casa canadese. 

Saghe che hanno tenuto milioni di appassionati incollati allo schermo fino ai nostri giorni:  Mass Effect 2 nel 2010, Dragon Age II nel 2011, Star Wars: The Old Republic nel 2011, Mass Effect 3 nel 2012, Dragon Age: Inquisition nel 2014, Mass Effect: Andromeda nel 2017, Anthem nel 2019 e infine Mass Effect Legendary Edition nel 2021.

Segno che alcune volte affidarsi a pochi prodotti ma ben congegnati può portare a trionfi molto duraturi. La creazione di motori grafici che hanno poi consentito di sviluppare una serie di titoli di indubbia qualità, è di sicuro una delle caratteristiche che ha portato la Bioware a diventare uno dei leader del settore.

Al di là delle notizie che parlano di crisi dell’azienda, la sua storia ci ha insegnato una cosa: per vincere bisogna creare contenuti unici a cui far affezionare una solida fan base. Perché gli utenti una volta innamorati di una storia vorranno sapere a tutti i costi il suo seguito, specialmente se sicuri della qualità e della profondità che chi lo sviluppa gli sa regalare. 

In Blaster Foundry faremo il tuo gioco, l’unico gioco che riguarda il tuo brand con lo scopo di catturare consumatori facendoli legare ai valori della tua azienda. Alti livelli di engagement, massimi livelli di retention e di interazione ti porteranno ad aumentare le vendite, creando la base per il tuo successo. 

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