L’industria dell’intrattenimento è stata investita da una rivoluzione che sembra difficile da arrestare. Il lockdown dello scorso anno non ha fatto che accelerare questo processo: barricati nelle proprie abitazioni, i cittadini di mezzo mondo hanno passato il loro tempo riscoprendo serie TV non ancora viste ma soprattutto videogames. 

E pure nel nostro paese, a dispetto della crisi economica generale, una richiesta crescente di sviluppatori e tecnici ha conosciuto una crescita mai vista. A dimostrarlo un sondaggio dell’IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association) in collaborazione con l’IDG consulting, un istituto di ricerca internazionale:  il numero degli impiegati nel settore videoludico nel 2021 è arrivato a crescere di oltre il 45% rispetto al 2018, aggiungendo oltre 1600 nuovi lavoratori. 

Inoltre, oltre il 46% dei partecipanti a questa ricerca pensa che l’Italia sia un paese attrattivo per sviluppare videogiochi. 

Tutto ciò avallato dalla presenza di un buon 73% di aziende che sono ormai sul mercato in pianta stabile da almeno 4 anni, segno di una solidità del settore e delle sue possibilità di sviluppo crescenti di anno in anno (nel 2008 erano il 51%). 

Insomma, i presupposti per investire in questo campo, ascrivibile a quello di un mercato del digital entertainment sempre in crescita, sembra ci siano tutti. Investimento che dovrebbe essere portato su diversi livelli, dalla creazione di capitale umano capace di reggere e sostenere questo sviluppo a quello economico nel sostegno di nuove realtà crescenti in un panorama internazionale così competitivo. 

Per quanto riguarda il lavoro, bisognerebbe cercare di risolvere uno degli atavici problemi del nostro paese, quello del contatto tra scuola, università e mondo delle imprese. La creazione di corsi di laurea a stretto braccio con le aziende sarebbe uno step fondamentale per costruire un’offerta locale che consenta ai giovani di poter lavorare nello stesso paese in cui si formano. 

Per non parlare delle scuole superiori che potrebbero fornire delle conoscenze di base per approcciare questa carriera già nei primi anni dopo il diploma. Altro aspetto è la nascita di nuovi corsi di formazione e opportunità direttamente finanziati e voluti dalle realtà produttive che hanno come finalità l’assunzione.

 Un ultimo ostacolo è dato  dalla difficoltà di trovare imprenditori che impegnino grossi capitali direttamente nel settore, sia a livello nazionale che internazionale, a causa della scarsa attrattivitá del nostro paese per gli investitori.

Senz’altro però, per i pochi illuminati che sembrano aver compreso la redditività e la crescita del comparto videoludico, questo rappresenta uno dei migliori momenti per lanciarsi . Sia imprenditorialmente, finanziando le realtà che già esistono, che nel vero e proprio utilizzo del videogioco in quanto medium, mezzo di comunicazione con cui parlare alle generazioni più giovani.  

In tal senso, progettare adesso un advergame vuol dire anticipare la concorrenza. Arrivare tardi, può portare a quello a cui assistiamo nel mondo del digital marketing, in costante ricerca di soluzioni sempre nuove per emergere nel marasma di messaggi che affollano le pagine web. 

Il tuo gioco potrebbe aiutarti oggi a costruire il trionfo di domani.